Dal Manuale di Epitteto

Escerti (excerpta) dal Manuale di Epitteto:

(io ne vivo)

1) DISTINZIONE TRA CIO’ CHE DIPENDE E CIO’ CHE NON DIPENDE DA NOI

Le cose sono di due maniere: alcune in nostro potere, altre no.
Sono in nostro potere: l’opinione, il volere, il desiderio, l’avversione, in breve tutte quelle cose che dipendono dalla nostra volontà.

Non sono in nostro potere: il corpo, le ricchezze, gli onori, le dignità pubbliche, e in breve tutte quelle cose che non dipendono da noi.
Le cose poste in nostro potere sono per natura libere, non possono essere impedite né avversate.


Se starai dietro alle ricchezze senza preoccuparti di accrescerti interiormente, senza dubbio ne sarai privato, perché
solo attraverso l’accrescimento di se stessi si può godere beatitudine e libertà.

5) SOLAMENTE LE OPINIONI CHE ABBIAMO DELLE COSE, CI TURBANO

Gli uomini sono agitati e turbati non dalle cose, ma dalle emozioni. La morte non é per nulla amara; ma l’opinione che si ha della morte, quello é l’amaro. Pertanto, quando siamo agitati, afflitti, nervosi, non dobbiamo incolparne gli altri, ma solo noi stessi, cioè‚ le nostre opinioni.

17) LA VITA E’ COME UNA COMMEDIA

Ricordati che tu sei nella vita come un attore in una commedia, che sarà lunga o breve, a seconda della volontà del regista. E se a costui piace che tu faccia la parte di un medico, fa in modo di rappresentarla meglio possibile. Così anche se devi fare la parte di uno zoppo, di un magistrato, di un uomo comune. Cerca di comprendere che ti spetta di rappresentare bene la parte a te destinata: lo sceglierla spetta ad un altro.

20) NON E’ L’OFFESA CHE CI OFFENDE, MA L’OPINIONE CHE CI FACCIAMO DI ESSERE OFFESI

Ricordati che se sei offeso o picchiato da qualcuno non é questo qualcuno che ci offende, ma l’opinione che ci facciamo di essere offesi. Perciò quando tu stai montando in collera, pensa che é la tua immaginazione che ti porta all’ira, e non altre cose. Perciò fa in modo di non venire trasportato subito dall’apparenza della cosa; perché se aspetterai un po di tempo, potrai più facilmente contenerti e vincerti.

 

22) NON BISOGNA TEMERE IL RIDICOLO

Vuoi darti a filosofare? Preparati fin da ora ad essere schernito e deriso da molti; aspettati che la gente dica: – Oh! si é trasformato in filosofo tutto ad un tratto; e: – cosa vogliono dire quelle sopracciglia aggrottate? Ora tu non aggrottare le sopracciglia, ma non ti lasciar sviare da ciò che tu stimi meglio, perseverando, per così dire, in un posto a te assegnato da Dio. E sappi che se sarai perseverante in questo, gli stessi che all’inizio si erano presi gioco di te, successivamente cambiati ti ammireranno; al contrario se ti perderai d’animo per le canzonature, ne guadagnerai beffe e risa doppie.

24) E’ NECESSARIO CHE OGNUNO FACCIA IL PROPRIO DOVERE

Non darti pena dicendo fra te e te: io farò una vita ignobile; io non sarò nessuno. Perché se essere ignobili è un male, non puoi patire alcun male per colpa di altre.

29) PRIMA DI AGIRE BISOGNA ESAMINARE BENE LE PROPRIE AZIONI

Prima di intraprendere qualsiasi cosa, studiane tutte le possibilità e le conseguenze. Altrimenti se ti metterai all’opera con grande impeto, non pensando affatto alle conseguenze di ciò che può accadere, ne potrebbero nascere delle difficoltà e qualche male di cui poi non potrai che dolertene.
Si può essere una cosa sola, o valente o da poco; o adoperarsi a conoscere noi stessi, o curare le cose mondane; o aver cura dell’intrinseco o dell’estrinseco; che é come dire essere filosofo oppure uomo comune.

37) NON CERCARE DI ESSERE DIVERSO DA QUELLO CHE SEI

Se comincerai a fare una parte che non é attinente alla tua natura per prima cosa non vi riuscirai bene, e di poi avrai lasciato indietro ciò che avresti potuto sostenere con bravura.

42) SOPPORTARE COLORO CHE CI FANNO DEL MALE

Quando qualcuno con parole o azioni ti offende, ricordati che egli parla ovvero opera così, pensando che questo sia un suo diritto e che faccia bene. Ora é indubbio che lui non agisce nella maniera conforme alla tua, ma conforme alla sua. Per cui se lui fa una cosa errata, il danno é il suo e non degli altri, cioè a dire il danno é di colui che s’inganna. Per esempio se qualcuno trova falsa una verità, non é la verità che ne soffre, ma colui che l’ha mal compresa. Ragionando in questa maniera, stai tranquillo con colui che ti oltraggerà, perché ogni volta potrai dire a te stesso: credeva fosse bene fare così.

43) LE DUE FACCE DELLA MEDAGLIA

Ogni cosa ha, per modo di dire, due facce: a prenderla dall’una si sopporta, dall’altra no. Se il fratello ti farà un’ingiuria non prendere la cosa in modo che tu dica: egli mi ha fatto ingiuria, perché questa é la faccia che non si sopporta; ma prendila dall’altra faccia e parlati così: é mio fratello, é stato nutrito ed é cresciuto insieme a me condividendo molte mie storie; se la prenderai da questo lato allora si può sopportare.

 

44) NON SI DEVE CONFONDERE SE STESSO CON CIO’ CHE SI POSSIEDE

Quando uno dice: sono più ricco di te, perciò sono migliore di te; sono più istruito di te, perciò sono superiore a te; sono indubbiamente argomentazioni che non reggono. Chi dicesse invece: sono più ricco di te, perciò ho più roba di te; sono più letterato di te, per cui la mia cultura é superiore alla tua; questa sì, sarebbe un’argomentazione che reggerebbe meglio. Ma tu non sei né roba né cultura.

 

45) COME SI DEVONO GIUDICARE GLI ALTRI

Uno si laverà in fretta. Non dire: egli si lava male; ma: si lava in fretta. Un altro berrà molto vino. Non dire: beve male; bensì: beve molto vino. Perché come puoi sapere se quelli fanno male, prima ancora di aver considerata e stabilita l’opinione che prenderai? In questo modo non ti capiterà di ricevere un’impressione, e giudicare secondo un’altra.

 

46) NON BISOGNA PROFESSARSI FILOSOFO, MA ESSERLO

Non darti mai il titolo di filosofo, e tra la gente comune non voler entrare in ragionamenti di dottrina speculativa se non in qualche rara occasione, cerca invece, in quei momenti, di agire seguendo i principi della tua dottrina.

 

47) ESSERE AUSTERI E NON VANTARSENE

Quando sarai arrivato a controllarti, non cominciare a vantartene e farne mostra; e se berrai solo dell’acqua, non stare a dire ad ogni occasione: bevo solo acqua. E se qualche volta vorrai esercitarti alla sofferenza per amore di te stesso e non delle cose estrinseche, non andare a farlo vedere platealmente, ma nel momento in cui avrai sete, prendi una boccata d’acqua fresca e sputala, e di questo non parlare.

 

48) COME SI RICONOSCE L’UOMO COMUNE DALL’UOMO FILOSOFO

Si riconosce la persona comune quando questa si aspetta dei benefici mai da se stesso, ma solo dalle cose fuori di lui. Si riconosce il filosofo quando non fa affidamento che su se stesso sia nella buona sia nella cattiva sorte-

 

50) LA LEGGE MORALE

Ciascun proponimento che farai lo devi osservare e mantenere, più di una legge o di un dogma religioso. Di quello che poi dirà la gente, non ti curare, perché ciò non dipende da te.

 

51) PRATICA E TEORIA

Quando ti deciderai a intraprendere la via della conoscenza dell’uomo, e a osservare quali siano le cose che dipendono e non dipendono da noi? Hai avuto gli scritti da meditare e studiare e quasi da conversare con essi; aspetti forse un maestro per mettere in pratica quello che hai letto? Non sei più un fanciullo, ma un uomo fatto. Ricordati che se stai li senza pensare, senza voler far nulla, accumulando ogni giorno indecisioni su indecisioni, rimandando tutto sempre a domani, capiterà che senza accorgertene arriverai alla fine della tua vita, uomo volgare. Comincia dunque fin da adesso, a studiare di vivere da uomo perfetto e che cresce in virtù; e tutto quello che ti pare il migliore, sia per te legge inviolabile. E se all’inizio ti si presenteranno cosa spiacevoli o dure, ovvero dilettevoli o dolci, oppure cose che portino la stima e la lode, ovvero il disprezzo e il biasimo delle persone, fa in modo che é in quell’occasione che tu devi provare te stesso, e senza indugio, per poter raggiungere la completezza; e se tu terrai duro in una battaglia o cederai, tu acquisterai o perderai l’avanzamento tuo nel bene.

 

52) LE TRE PARTI DELLA FILOSOFIA

La prima ed essenziale regola della filosofia é quella di avere delle norme morali pratiche da seguire; per esempio questa: NON SI DEVE MENTIRE. La seconda regola è quella delle dimostrazioni, e cioè, provare con esempi perché non si deve mentire. La terza é la logica che serve a conferma e distinzione delle stesse cose, e poniamo vi si tratti come si possa dimostrare quella cosa, e che cosa é la dimostrazione, che cosa sia conseguenza e ripugnanza, verità e falsità. Per cui la terza regola é necessaria rispetto alla seconda, la seconda rispetto la prima; ma la più necessaria di tutte é sicuramente la prima. Ora noi facciamo il contrario, e poniamo tutto lo studio sulla terza norma, senza avere pensiero per la prima norma: in questo modo vedremo che mentiremo ogni giorno mentre staremo a discutere del come non si deve mentire.

epictetus2

 

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